A Training Dresser è un comò. Più che chiaro dalla fotogallery qui sopra, ma con un importante particolarità: insegnare ai bimbi a non commettere da adulti grandi errori, come lasciare un calzino nel cassetto delle t-shirt e non ritrovarlo mai più…. Se avessi avuto un training dresser tutto per me, forse adesso non sarei così disordinata. I cassetti sagomati in forma di capi di abbigliamento (è possibile scegliere tra versione bimbo con pantaloncini e versione bimba con gonnellina) rendono questo oggetto dal design intelligente decisamente giocoso. Dalla abbagliante semplicità di colori e forme, il comò per bimbi di Peter Bristol è auto ironico: siamo ad esempio certi che non sia utile anche a mamme e papà sbadati?
Corner Light, dove le pareti si incontrano c’è luce
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Established & Sons Corner Light è il nome completo della lampada ad angolo progettata da Peter Bristol, dove all’incontro delle pareti si palesa un triangolo di luce essenziale ma al tempo stesso importante. Trave in acciaio, struttura in alluminio, diffusore attaccato magneticamente e cavo di alimentiazione visibile sono gli elementi che costituiscono questa iconica lampada dalla vocazione architettonica. L’anima seventies del triangolo di luce è svelata: lo sfruttamento di angoli mai utilizzati nell’ambiente casalingo e l’impertinenza nel mostrare cavi e funzionalità tecniche ha un sapore decisamente retrò. Questa vocazione di Bristol sarà maggiormente palesata nel prossimo progetto condito da una sana dose di ironia.
American Standards Lamp, una piccola battaglia all’omogeneità dei materiali
Una piccola critica agli stardard americani circa dimensioni, materiali e metodi. Con American Standards Lamp Peter Bristol si prende gioco di un sistema di significati e consuetudini anglosassoni attraverso la luce. Con un interruttore e una presa di corrente stansart USA, la lampada rettangolare di Bristol gioca con ironia a criticare le ferree regole del design americano. Sebbene i materiali standard disposti all’esterno sembrini solo decorativi, sono naturalmente funzionali: mentre la luce è accesa, tramite interruttore, è possibili utilizzare la presa sul retro che da ironica diventa utile per scopi elettrici non ancora esplorati…Ed è ciò che più ci colpisce di questo prodotto: uno standard che risponde a nuove esigenze attraverso una semplice e giocosa autocritica.
Cut Chair, sedie sospese per sedute improbabili
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Sei sicuro di volerti sedere qui? Sembra questo il messaggio di Cut Chair: dichiarare di essere una sedia ma al tempo stesso “mettere in crisi” lo sprovveduto avventore. Abbiamo visto tele tagliate, oggetti d’arredo tagliati, tavoli tagliati, più o meno artisticamente, ma mai sedie amputate nella propria funzione primaria. Le illusioni ottiche si sa aguzzano sempre l’ingegno e lo sguardo del fruitore. A guardar bene una spiegazione c’è naturalmente: una piastra sotto il tappeto che sembra innocentemente ospiti la sedia, alla quale è ancorato un robusto fascio; tre gambe smembrate acuiscono l’illusione ottica; la sedia tutto sommato sta in piedi e sembra essere anche abbastanza comoda….una seduta decisamente divertente, un oggetto di design perfetto per “tirare uno scherzo” agli ospiti.
L’ironia e il gioco caratterizzano gli oggetti di Peter Bristol, non esiste ripetitività o omologazione nelle sue opere: l’originalità è una dichiarazione di intenti. Chissà se sarà possibile vedere nuovi prodotti di questo giovane designer al prossimo Salone del Mobile 2013 di Milano, accanto magari a creazioni di altri young designer a noi cari come Paolo Cappello.