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Arredamento Cucina

Piano ad induzione, conviene davvero? Cosa sapere (realmente) prima di optare per questa soluzione

I piani induzione stanno conquistando le cucine del nostro Paese. Ma convengono davvero? Tutto quello che c’è da sapere.

Se parliamo di innovazione domestica, il piano cottura a induzione è senza dubbio protagonista. Questo sistema ha trasformato il concetto di fornello: niente gas, ma un campo elettromagnetico che scalda il fondo metallico delle pentole, offrendo così cotture rapide e precise.

La differenza più evidente? Non si scalda la superficie, ma solo il punto di contatto con le pentole. Questo significa massima sicurezza, zero rischi di scottature accidentali e un’efficienza senza pari. Si attiva solo con pentole dotate di fondo magnetico e si spegne automaticamente quando le si rimuove.

E non è tutto: il design lineare e la superficie liscia lo rendono elegante e facilissimo da pulire. Con questo sistema è quindi possbile dire addio a griglie e ugelli incrostati, qui basta una passata e tutto torna lucido. Ma, come sempre, c’è il rovescio della medaglia, anch’esso degno di nota. Se da una parte questo sistema viene visto come l’innovaazione in cucina, dall’altra vi sono alcuni svantaggi da tenere in considerazione per un acquisto consapevole.

Vale la pena investire in un piano a induzione?

I vantaggi sono tanti e innegabili, ma prima di scegliere questa soluzione, bisogna valutare bene i pro e i contro. Da un lato, c’è una cottura sicura, veloce e uniforme, senza dispersioni. Dall’altro, bisogna fare i conti con un investimento iniziale più impegnativo: i prezzi partono da circa 1.200 euro, ben sopra quelli dei tradizionali fornelli a gas. E poi c’è la questione pentole: materiali come rame, alluminio, ceramica o vetro non funzionano con l’induzione.

Vale la pena investire in un piano a induzione? – designmag.it

Non è detto, però, che dobbiate cambiare tutto il set. Un test semplice con una calamita vi dirà se le vostre pentole sono compatibili. Se non lo fossero, esistono adattatori, ma non sono la soluzione ideale: rallentano la cottura e rischiano di graffiare la superficie del piano.

Ci sono anche aspetti che spesso non si considerano. Ad esempio, il ronzio: durante l’uso, alcune pentole leggere in acciaio possono amplificare il rumore. E poi, attenzione ai blackout: senza corrente, il piano si spegne, lasciandovi con la cena a metà.

Infine, non dimentichiamo l’impatto sull’impianto elettrico. I piani a induzione richiedono una potenza superiore, solitamente tra 4,5 e 6 kW, rispetto ai 3,3 kW standard. Questo può portare a un aumento delle bollette e, in alcuni casi, all’esigenza di adeguare l’impianto elettrico per evitare sovraccarichi.

Insomma, il piano a induzione ha tanti vantaggi, ma anche qualche punto critico. Prima di acquistarlo, valutate attentamente tutte le variabili. Il consiglio? Non fatevi guidare solo dalla moda: scegliete con consapevolezza, tenendo conto delle vostre reali esigenze.

Daniela Guglielmi

Potrei dire di essermela cercata, ma la verità è che la scrittura ha trovato me. Classe '94, scrittrice per caso e oggi redattrice a tempo pieno. La mia avventura con la scrittura è iniziata per gioco, quando qualche anno fa ho mollato tutto per ritrovare me stessa. Da allora collaboro con diverse riviste e blog, trasformando un semplice passatempo in una carriera a tempo pieno. Non amo la superficialità: mi nutro di approfondimenti e cerco sempre di andare oltre l'apparenza delle cose.

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