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L’ufficio del futuro avrà accessori green e stampati in 3D

[didascalia fornitore=”Foto Shutterstock | Kostenko Maxim”]Foto Shutterstock | Kostenko Maxim

Lo studio Pearson Lloyd, con sede a Londra, lancia una nuova linea di accessori da scrivania. La novità? Il modo in cui sono realizzati. Gli oggetti, infatti, sono stampati in 3D a partire da rifiuti di bioplastica riciclata.
La scrivania si arricchirà di portapenne, vassoi e supporti per cellulari hanno trasformato gli imballaggi alimentari destinati a finire nella pattumiera in una serie di accessori per ufficio di design raccolti nella collezione bFRIENDS del brand Bene.

I materiali di bFRIENDS

[didascalia fornitore=”Foto Bene.com”]Foto Bene.com
Gli oggetti sono stati stampati in 3D a partire da acido polittico riciclato (PLA), ricavato dagli imballaggi alimentari selezionati da Batch.Works, studio di progettazione e produzione tridimensionale che ha collaborato al progetto.
In un tripudio di colori, quindi, è nata una collezione di oggettistica rinnovata nella forma e nella sostanza. In un periodo in cui riuso e riciclo, temi tanto amati dalla cosiddetta Generazione Z, sono al centro della vita quotidiana così come dell’architettura e del design, il progetto si presenta innovativo e attualissimo, oltre che interessante anche dal punto di vista estetico.

Il design, l’impatto ambientale e l’utilizzo (anche futuro) di bFRIENDS

[didascalia fornitore=”Foto Bene.com”]Foto Bene.com
La collezione bFRIENDS, composta da due portapenne, un supporto per cellulari e due vassoi, è caratterizzata da forme organiche e ondulate che fanno immediatamente pensare ai coralli. La scelta dipende dalla volontà di eliminare il passaggio della rifinitura a mano così da ridurre anche i tempi della stampa 3D.
La realizzazione di tali oggetti, con il riuso di materiali sottratti alle discariche, rappresenta un vero e proprio passo concreto verso una produzione circolare.
La PLA, inoltre, è una bioplastica derivata dall’amido di mais e non dal petrolio, caratteristica che la rende una soluzione molto più ecologica rispetto alla plastica normale.
I prodotti, inoltre, possono essere nuovamente riciclati come PLA dopo l’utilizzo. Il fatto di aver realizzato ogni elemento monomateriale e monocolore, infatti, garantisce la possibilità che lo stesso sia utilizzato per produrre nuovi oggetti, di qualsiasi genere, in futuro.

Maria Laura Leo

Laureatami a Bari in Architettura nel 2014, dall'anno successivo esercito la libera professione di architetto in provincia di Matera. Sono redattrice freelance per diverse testate giornalistiche e scrivo articoli su tematiche inerenti l'architettura e il design, attività che mi consente di abbinare l'oggetto del mio lavoro alla mia passione per la scrittura.

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Maria Laura Leo