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Normative

Ho rischiato di perdere la casa durante il divorzio, ma il mio avvocato mi ha salvato: così ho tutelato i miei beni

Il divorzio non è solo la chiusura di un matrimonio, bensì un fallimento di un progetto di vita nel quale si è creduto al punto da renderlo principale nel percorso scelto. Quando si arriva ad una simile decisione, dunque, ci si trova dinnanzi ad uno scenario difficile da gestire e anche da metabolizzare.

Alla difficoltà psicologica che si lega ad un processo di cambiamento e ripartenza, spesso cominciato ad un’età avanzata, si legano anche quelle che sono le conseguenze legali di questo processo. Durante il divorzio, ci si assicura che entrambi i coniugi possano ottenere ciò che gli spetta, ma soprattutto si tende a tutelare il futuro dei figli avuti dalla coppia.

Contrariamente a quanto si pensa, infatti, l’assegno di mantenimento e l’assegnazione del tetto coniugale ad uno dei due ex coniugi non è necessariamente una punizione per chi ha mancato di rispettare gli obblighi coniugali (in caso di tradimento, maltrattamenti fisici e psicologici o di abbandono) ma si tratta anche e soprattutto di misure volte a non aggiungere traumi ai figli della coppia.

Generalmente, infatti, l’assegno di mantenimento viene quantificato al fine di mantenere lo stesso tenore di vita alla prole, far sì che entrambi i genitori contribuiscano sia al sostentamento che all’istruzione dei figli. Allo stesso modo la casa viene lasciata a quel coniuge a cui viene concesso l’affidamento, così che i figli non perdano la casa in cui sono cresciuti oltre alla stabilità della loro famiglia.

Come proteggere l’abitazione in caso di divorzio

Investire denaro nell’acquisto di una casa e poi perderla a causa del divorzio è un timore che hanno molti, motivo per cui c’è chi si attiva precedentemente a richiedere la separazione dei beni come possibile forma di tutela dell’immobile di proprietà in caso di separazione, tuttavia questa cautela non serve assolutamente a nulla.

Come proteggere l’abitazione in caso di divorzio – designmag.it

Qualora infatti la famiglia si sia stabilita nell’immobile e i figli siano cresciuti all’interno di quell’appartamento, il giudice può in ogni caso affidarlo al coniuge che avrà ottenuto l’affido dei figli. Per tutelare la proprietà dell’immobile l’unica soluzione valida è non abitare all’interno dell’immobile di proprietà esclusiva, ma in un altra casa.

Un’altra possibile soluzione consiste nel non acquistare casa e stabilirsi in un casa in affitto o ancora decidere preventivamente di non avere figli. Tuttavia la soluzione dell’affitto può essere svantaggiosa economicamente e quella di non avere figli volontariamente dovrebbe essere una scelta condivisa con il partner, altrimenti non avrebbe senso sposarsi.

Si può intestare la casa appartenente ad uno dei due coniugi a terzi, ad esempio ai genitori, e scegliere di abitarvi con un contratto di comodato d’uso, cosa che impedirebbe l’assegnazione all’altro coniuge in caso di divorzio. Un’altra tattica per tutelare l’immobile potrebbe essere quella di tenerlo in affitto.

Di base, dunque, l’unico modo per tutelare un immobile di esclusiva proprietà in caso di divorzio è quello di non abitarvi con la famiglia. In ogni caso il diritto di utilizzo scade nel caso in cui l’ex coniuge cominci una nuova convivenza con un altro partner.

Fabio

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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