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Oggi parliamo della
nuova collezione Kit Creativo, dove l’oggettistica d’arredamento
si veste d’ogni sorta d’ispirazione diventandone un’interpretazione big size. Bignè, dolci con granella di zucchero,
tavolette di cioccolato, diamanti, pietre ed alberi. Oppure pouf, sedute, poggiapiedi, divani e poltrone? La soluzione è stretta, anzi unica e la dà la
Guglielmetto Fratelli. A vederli così riuniti sembra di entrare dentro Alice in a Wonderland: la visione è di una pasticceria di dimensioni umane
dove il design ha l’aspetto di un gioco ed una provocazione. Ma è tutt’altro che banale e scontato. Il progetto infatti si può delineare perfettamente sotto l’aspetto artistico e concettuale sulle tracce del’
art design di cinquant’anni fa. Dissacranti, ironici, neopop, neoradical, sono prototipi di progetti di interior design tra arte e serializzazione.
Kit Creativo: cos’è e come nasce Nasce dalla riunione dei protagonisti dell’Art Design degli anni ’60 per opera di Guglielmetto Fratelli Multipli Experience, che rimettono in moto una
scuderia di firme della creatività definita “made in Torino”:
Piero Gilardi, Gianni Arnaudo, Ugo Nespolo, Diego Maria Guglielmetto. La prosecuzione dagli anni del boom economico italiano è naturale, forse un po’ amarcord, ma indubbiamente attira l’attenzione con la sua
dirompente anticonvenzionalità e la sua vena creativa e un po’ provocatoria. Kit Creativo è un laboratorio di idee in libertà, di pensieri svincolati da teorie marketing e di prodotto in linea.
La storia e le origini Siamo a fine anni ’50.
A Grosso, vicino a Torino, la famiglia Guglielmetto crea Gufram (acronimo di Guglielmetto Fratelli Arredamenti Moderni).
I quattro fratelli fondatori si fanno subito notare con
“Ginetta” una seduta anticonvenzionale per l’epoca in quanto multicolor tra schienale, braccioli e sedile, è l’inizio del percorso. Nel
1958 avviene la svolta sui materiali partecipando alla prima uscita ufficiale al
Palazzo delle Esposizioni a Torino, dove adottano un materiale inedito, la
gommapiuma Pirelli Sapsa. Non è un caso, il materiale viene già infatti
usato nell’industria automobilistica che ha appunto come cuore Torino. Con gli anni ’60 la strategia economica e produttiva dà la conferma ufficiale al nuovo design che proseguirà con le sperimentazioni in atto in tutto il panorama progettuale come Zanotta, Gavina, Afra.
Filosofia creativa L’ironica proposta di Kit Creativo affonda le radici saldamente già dalle
sperimentazioni originarie degli anni ’70, quando l’Italia intera, in questo caso Torino, era fucina di novità d’ogni genere: materiche, estetiche, funzionali. Il periodo artistico inoltre dedica molto spazio alla creazione estetica a scapito della funzionalità. I Guglielmetto sono lanciati su tutto ciò che è all’avanguardia, circondandosi così di giovani studenti progettisti ancora aperti a multiple visioni. Vengono così consegnati
dissacranti oggetti d’arredo che sarebbero diventati icone di un design radicale e del tutto anticonvenzionale. Kit creativo, a distanza di un trentennio, dimostra che è ancora possibile realizzare
un design che vada oltre la moda attuale, oltre la corrente od anzi controcorrente rispetto alla semplificazione che è poi avvenuta col tempo. Dimostra quindi che
l’arte e l’iconografia più semplice è ancora capace di stupire senza rincorrere sperimentazioni tecnologiche o difficili richiami concettuali. Di Guglielmetto, così come oggi Kit Creativo,
sono creazioni che piacciono, non piacciono, imbarazzano, rendono scettico o divertito l’intenditore così come l’osservatore. Ma in ogni caso stupiscono ed invitano a riflettere sulle innumerevoli strade che tutt’oggi può percorrere il design anche guardando indietro.