[galleria id=”2625″]Per quanto riguarda lo stile della vostra casa, fatevi condigliare da Daniel Libeskind, professione archistar, vincitore del concorso per ricostruzione di Ground Zero, che ha da poco fermato il suo tour giramondo e fissato la sua casa-base a Manhattan perchè ama abitare accanto ai suoi grandi progetti. Cosmopolita per costituzione, quando approda in un posto nuovo dove starà qualche tempo ha bisogno dei suoi riferimenti fissi per riconoscersi a casa, vale a dire del suo arredamento o comunque del suo stile, razionalista per lo più, semplice e ricco dei long seller dei maestri.
Arredare è semplice, il segreto, spiega lui, è “creare divertendosi, poter andare e venire liberamente e avere un frigorifero apposta per lo champagne”.
In un interminabile elenco di pezzi d’autore scelti perché si amalgamino tra loro, nelle silhouette e nei colori. Pittura bianca alle pareti e pietra serena, grigio chiaro, ai pavimenti, costituiscono un ambiente neutro con parecchie sedute e tavoli nel soggiorno. Unica eccezione, una quinta rosso fuoco nasconde l’impianto antincendio insieme ad apperacchiatura ginnica.
“Non saprei dire quale città sento più mia: inseguo le mie attività, vivo intorno agli edifici che costruisco” dice dal suo loft di NY, “Oggi sto accanto al vuoto di Ground Zero. Per anni, mentre prendeva forma il Museo Ebraico, ho abitato a Berlino. Prima ancora a Milano, dove sono cresciuti i miei figli, che parlano italiano perfettamente”.