La collezione Symbolic
La creatività , l’estro e la potente riconoscibilità del design dello Studio di Karim Rashid, hanno ormai assunto una solida crescita in parallelo con Bitossi Ceramiche. L’Azienda ed il designer hanno unito così tanto il legame in tutte le collezioni presentate nel loro percorso tanto che la mano e l’estro di Karim Rashid, unite al nome Bitossi, generano nell’immediato l’idea di Made in Italy.
Fra le varie collezioni proposte al Salone del Mobile da Bitossi, spiccano sei elementi disegnati dal designer, che vanno ad aggiungersi alla collezione Symbolic. Il richiamo del design e delle forme ha un forte segno iconico: l’ispirazione infatti genera un richiamo ai colori ed alle forme dei totem ceramici progettati a suo tempo da Ettore Sottsass che presentò questa linea per Bitossi Ceramiche da cui Rashid sembra aver preso l’ispirazione modellandola sulle proposte dei giorni nostri. Il paragone con un design estetico-formale con Sottsass non può non confermare il Made in Italy delle creazioni di Rashid.
Parlando della collezione Symbolic: gli elementi creati sono sei, fortemente condizionati dalla mente del designer newyorkese (come ogni pezzo: assolutamente riconoscibile!). Tramite la ceramica, un materiale infinitamente plasmabile e modulabile, le creazioni di Rashid hanno così preso vita. Gli oggetti, oltre all’estetica, fungono da portacandela e fermacarte. Sono stati realizzati in ceramica bianca e declinati nei sei colori pastello più classici concludendo il lavoro con una finitura matt: rosa, glicine, bianco, grigio, verde e giallo.
Non solo ogni oggetto si distingue per forma e colore, ma ad ogniuno è stato assegnato un nome: Phenomena, Love, Soul, Kalorie, Velocity e Modularity.
In contrapposizione: la collezione Ombre di Ferrarini per Bitossi
In contrapposizione al design plastico ed estroso della collezione Symbolic, è stata presentata Ombre, la nuova collezione di oggetti disegnata da Mario Ferrarini per Bitossi Ceramiche per il Salone del Mobile appena conclusosi. Il concept di progetto si basa sullo studio delle ombre realizzate in prospettiva sugli oggetti reali che compongono la collezione, generando l’idea di un trompe l’oeil non di forme ma di luci.
Il tutto è reso con la massima efficacia tramite l’uso della terra rossa che, anche in lavorazione, senza laccatura, ha assunto sugli oggetti una superficie quasi grezza e ruvida, amplificandone così al massimo l’effetto della naturalità della luce che, posandosi sull’oggetto dà vita al concept del designer. Per le Ombre, Mario Ferrarini si è quindi basato sulla luce utilizzandola come elemento dotato di una sua corposità : un attrezzo intangibile che modella la materia. Le forme sono delineate per mezzo dello scavo dei segni netti delle ombre che qui non solo si posano sull’oggetto, ma diventano completamento dell’oggetto stesso, creandone un’illusione visiva.
“La collezione Ombre – afferma Mario Ferrarini – nasce dall’intento di realizzare una collezione dove i dettami formali e decorativi rappresentano solo il risultato di un effetto ricercato: la luce dunque è l’origine e le ombre proiettate sugli stessi volumi si raccontano visivamente , in un gioco illusorio dove il comportamento delle stesse, genera geometrie distinte”.
Il gioco tridimensionale è ottenuto tramite lo studio dell’ ombra e della luce tramite i diversi punti di illuminazione che colpiscono l’oggetto.
L’azienda e la sua crescita
Sono oltre 7000 i pezzi, a partire dagli anni ’50, che sono stati raccolti e catalogati nell’”Archivio Industriale Bitossi” di cui 200 sono stati selezionati e sono visibili presso il MAIB, il Museo Artistico Industriale Bitossi, creato dall’azienda a prova di questo percorso. L’intento è quello di coltivare l’anima artigianale originale, unita alla continua innovazione.